La pratica dello yoga
La pratica dello yoga vi permette di accedere a livelli più profondi di abbandono e di freschezza mentale?
La parola pratica generalmente significa abitudine. Occorre usare lo yoga per diventare sempre più consapevoli del nostro corpo e della nostra mente.
Dobbiamo osservare come il corpo sia il territorio delle paure, delle ansie, delle difese e delle aggressioni. Occorre quindi abdicare alla presenza, all’ascolto.
L’importante è approfondire la conoscenza di questo territorio di tensioni e vedere che la proiezione di un “io” ne è la ragione. Questo “io” non è distinto, gli appartiene. Quando questo è ben chiaro, le tensioni non hanno più complici, la percezione è libera e l’energia si trova nella totalità. L’approccio tradizionale passa dall’ascolto del corpo, ma non dal suo addomesticamento, imporgli una legge è violenza, si può spazzare il pavimento, lavare i piatti ed essere nell’ascolto, non c’è nessuna differenza.
Questa esplorazione del corpo mi ha portato a livelli profondi di distensione e questa distensione ha provocato la dissoluzione degli schemi ripetitivi del corpo e della mente. Lo yoga vi rende vigili e calmi. Un corpo tranquillo riflette una mente tranquilla. Accettando il corpo sono diventato sempre più consapevole del “lasciare la presa” e in questa prospettiva lo yoga partecipa al “presentimento” della realtà. Questo mi portato a non mettere più l’accento sull’oggetto, ma sul soggetto ultimo
